Titolo: Trans-Europe Express
Autore: Kraftwerk
Produttori: Ralf Hütter, Florian Schneider
Anno: 1977
Etichetta: EMI
Elemento: 
S
e Autobahn era stata la prima mossa concreta verso la costruzione di brani su architetture elettroniche, Trans-Europe Express del 1977 ne rappresenta la definizione più alta. In mezzo, quel Radioactivity che aveva sì regalato alle classifiche la hit omonima (e fondamentale), ma che rimaneva fin troppo orientato verso una serie di effetti evocativi piuttosto che su canzoni vere e proprie (poche), quasi come un ritorno alle vecchie sperimentazioni. Il nuovo lavoro dei Kraftwerk proseguiva invece sulla scia della "Radioactivity" canzone, gettando le basi, assieme ad altri album del periodo, di una grande porzione della musica che avrebbe fortemente caratterizzato il decennio successivo. Hütter e Schneider, secondo la leggenda, furono folgorati dall’idea concettuale di base durante un pranzo al Le Train Bleu, un ristorante situato all’interno dell’importante stazione Gare de Lyon di Parigi e stilisticamente dedicato ai fasti della vecchia Europa. Il contrasto tra la potenza di mezzi di trasporto sempre più potenti e l’eleganza dei tempi che furono non poteva non solleticare la fantasia delle due menti del gruppo. Trans-Europe Express gioca esattamente su questi elementi.
I giri di synth di "Europe Endless", "The Hall Of Mirrors", "Franz Schubert", richiamano apertamente melodie provenienti dal passato ma proiettate verso il futuro grazie ad apparecchiature sempre più moderne e precise. In "Showroom Dummies", assecondando il testo, queste vengono in modo ancor più evidente meccanizzate e lasciate libere di andare tra la gente, per la maggior parte più interessata ad una melodia accattivante che al senso vero e proprio di certi esperimenti. Ascoltando certe composizioni oggi, alla luce degli anni 80, non è difficile intuire quanto possano esser state influenti certe soluzioni tecnologiche e melodiche. Spudoratamente orecchiabile e volutamente interminabile (tanto per ribadire il concetto), "Europe Endless" celebra i fasti della vecchia ed "eterna" Europa, senza dimenticare a casa un pizzico di sana ironia. Con "The Hall Of Mirrors" ben presto ci si rende conto che sfuggire all’ossessività ipnotica e affascinante dei Kraftwerk è pura follia: gli specchi della stanza replicano senza scampo l’immagine di un giovane e una cantilena che si rivela quasi minacciosa nella sua freddezza, in una atmosfera cupa e decadente che la dark-wave difficilmente avrebbe potuto ignorare. Riprende invece il discorso di Autobahn la titletrack, "Trans-Europe Express", che simula il viaggio a bordo di un T.E.E., con tanto di tipico sferragliare, soste, ed incontri curiosi ("From station to station, back to Dusseldorf City, meet Iggy Pop and David Bowie"). Il brano prosegue senza fermarsi e senza cambiare ritmo evolvendosi in "Metal On Metal", che aggiunge suoni ritmici metallici per poi recuperare il tema della traccia precedente (nella versione tedesca del disco, quest’ultima parte è separata e ha per titolo "Abzug"), portando ancora una volta l’ascoltatore attraverso un suggestivo viaggio che sembra non avere mai termine.
Secondo una formula replicata dalle uscite successive, Trans-Europe Express fu il primo album dei Kraftwerk ad essere pubblicato in versioni differenti, con cantato in inglese o in tedesco – il gruppo preferiva comporre in tedesco, in modo che la spigolosità della lingua contribuisse ad aumentare la meccanicità delle composizioni – e rappresentava la loro definitiva svolta pop. Nell’immediato futuro raggiungeranno una perfetta forma-canzone con The Man-Machine e Computer World, accompagnando per mano un nuovo tipo di pop nel nuovo decennio.

01. Europe Endless
02. The Hall of Mirrors
03. Showroom Dummies
04. Trans-Europe Express
05. Metal on Metal
06. Franz Schubert
07. Endless Endless